La cover de La Bambola di Patty Pravo, reinterpretata da Madonna per il nuovo spot Dolce & Gabbana, continua a far discutere. Un’operazione che ha acceso il dibattito tra critiche e apprezzamenti, alimentando anche un rumor sempre più insistente sulla possibile presenza della popstar americana al Festival di Sanremo 2026.
Se, dunque, da una parte l’interpretazione di Madonna ha diviso pubblico e addetti ai lavori, dall’altra non sono mancati gli endorsement eccellenti. A prendere posizione in sua difesa via social sono state Simona Ventura e Vladimir Luxuria, che con due post su Instagram hanno elogiato la scelta artistica e il valore simbolico dell’operazione.
Simona Ventura ha sottolineato che “oltre ad omaggiare degli amici di lunga data, omaggia anche una grande artista di casa nostra, Patty Pravo. Lo guardo con passione, complimenti a tutti. Per favore impariamo a sentirci orgogliosi quando una star di questa grandezza ci dimostra tanto amore, dobbiamo SOLO ammirarla”.
Un messaggio che invita a leggere la cover come un tributo e non come una provocazione. E che sottolinea il legame di Madonna con l’Italia e con la musica pop che ha segnato intere generazioni.
Ancora più articolata la riflessione di Vladimir Luxuria, che ha voluto contestualizzare La Bambola nel suo significato storico e contemporaneo. “Tu mi fai girar come fossi una bambola… già nel 1968 (gli anni della contestazione giovanile e della liberazione sessuale) questo brano cantato da Patty Pravo era un atto di accusa contro quegli uomini che trattano le donne come un giocattolo da usare a proprio piacimento senza tener conto dei sentimenti.
In questo spot pubblicitario di Dolce e Gabbana, Madonna ribalta tutto ed è lei a guidare i giochi e a dominare su due maschietti. Certo, è solo uno spot, ma anche la pubblicità è un segno dei nostri tempi purtroppo ancora funestati nella realtà quotidiana da discriminazione di genere, violenza e disparità salariale”.
E conclude: “Da bambino mi rimproveravano di giocare con le bambole. Ma il problema resta quello degli adulti che ancora oggi considerano le donne solo come bambole di plastica”. Parole che trasformano la discussa cover in una chiave di lettura politica e sociale, capace di dialogare con il presente.

