Al Bano: “La protesta degli agricoltori è sacrosanta”

"Il contadino che c'è in me non è mai andato in pensione".

Al Bano: "La protesta degli agricoltori è sacrosanta".Al Bano: "La protesta degli agricoltori è sacrosanta".
Attualità e Cronaca

Al Bano riveste i panni dell’orgoglioso agricoltore e si schiera senza mezzi termini con la protesta che i suoi colleghi stanno attuando in tutta Europa contro le politiche green dell’Unione Europea e l’abbattimento dei dazi doganali all’importazione di prodotti agricoli provenienti da Sud America e dell’Est Europa. Ospite a Un Giorno da Pecora su Rai Radio 1, ricorda che è proprietario di ben sei trattori e che la sua azienda agricola a Cellino San Marco (Brindisi) continua ad essere il centro della sua vita. “La protesta dei trattori è sacrosanta. Il contadino che c’è in me non l’ho mandato mai in pensione. Mi piace anche l’onestà e l’unità di questa protesta”..

Alla domanda se andrebbe anche lui a protestare col trattore, Al Bano risponde: “Ti giuro che ci ho pensato, ma non vorrei che si pensasse male. Io sono contadino fino all’ultimo capello e ne vado orgoglioso. E però meno male che c’è il cantante che ha sempre salvato il contadino economicamente. Il contadino soffriva e il cantante sovvenzionava. Lo Stato deve aprire gli occhi davanti a questa drammatica realtà”.

Parlando dei funzionari e deli legislatori dell’Unione europea dichiara: “Questa gente che emette tutti questi strali è gente che della campagna non sa un cacchio, ma niente. Vogliono salvare la loro poltrona e si inventano queste cose qua per andare contro coloro che la terra la amano, la curano e danno da mangiare ogni giorno a tutta Italia. È più colpa della politica europea o italiana? Secondo me, iniziano gli europei per andare a finire con gli italiani, che dovrebbero dare una mano in questa grave situazione. Io non ne parlo tanto per parlarne, ne parlo perché la vivo e so che se non ci fosse il cantante, il contadino Albano Carrisi poteva fare la fame, come sempre l’ha fatta fino all’età di 17 anni. Poi me ne scappai perché la voglia di cantare era più forte di quella di lavorare nei campi”.

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